Dicembre 2003, primo volo del Gws Zero
Il Masali
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di un pessimo aeromodellista

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PROFILE COMBAT 400

Messerschmitt Me 163 Komet

Di fianco

Davanti

Di sopra

 

L'aereo
Primo e unico intercettore a razzo mai progettato, il Komet è riuscito addirittura a essere usato dalla Luftwaffe nell'estremo tentativo di proteggere le città tedesche dai bombardamenti alleati.

Pur con risultati in verità scarsini: l'unico stormo equipaggiato dall'aereo razzo abbatté 9 aerei nemici ma i tedeschi persero una quindicina di Me 163. Nonostante l'avveniristico motore a razzo, l'ala era completamente in legno, mentre la fusoliera era di metallo. Il decollo avveniva tramite un carrellino a due ruote fissato sotto la fusoliera che dopo il decollo veniva sganciato. Per l'atterraggio, se e quando si riusciva ad atterrare,  c'era un pattino retrattile. Il motore a razzo garantiva una quindicina di minuti di autonomia, dopo di che si doveva atterrare in planata; lo stesso meccanismo dello Shuttle, in sostanza, con la differenza che il Messerschmitt in planata diventava un facile bersaglio dei caccia di scorta dei bombardieri.

Oltre ai caccia, a uccidere un sacco di piloti furono le bizze del motore e del pericolosissimo carburante, a due componenti: il T-stoff (perossido di idrogeno e acqua) e il C-stoff (idrato di idrazina, alcool metilico e acqua) che aveva la cattiva abitudine di esplodere senza preavviso. E anche di intossicare i piloti, incidete che successe più di una volta.

 La velocità per l'epoca era favolosa, sfiorava i mille chilometri all'ora. Il che non era d'aiuto quando si doveva abbattere i bombardieri alleati, visto che il pilota poteva contare su una manciata di secondi scarsi per prendere la mira e sparare.
 

 

Il modello

Apertura alare: 80 cm
Peso in ordine di volo:  360 grammi
Motore: Speed 400 6V
Riduttore:
Elica: 6x3 Graupner ripieghevole
Batterie: LiPoly 1500 mAh, 2s1p
ESC: 18 ampére
Servi:2x  Hitec Hs-55 (elevoni)

 

Come la stragrande maggioranza dei modellisti che si sono cimentati nella costruzione del Komet, anch'io ho sfruttato l'elichetta sul naso, che l'aereo vero usava per far funzionare il generatore di bordo; naturalmente, aumentandone di molto il diametro. Per il resto, la fusoliera è scolpita da un sandwich di styroprene da  4 cm per la parte centrale e 3 cm per le guance, lavorata a freddo con coltellino e cartavetro. L'ala è come al solito depron da 3 mm ripiegata su un longherone sempre di depron, ma sandwich di due listelli da 6 mm. Il timone di direzione è depron da 6 mm.

Avendolo finito proprio il 27 gennaio, giornata della memoria, non me la sono sentita di metterci le svastiche. Così con un clamoroso falso storico gli ho dato un'improbabile livrea giapponese. La coscienza politica è salva, la coscienziosità dello storico un po' meno.

In volo

Picchiato oltremisura, sfasciato al collaudo.

In combattimento

Distrutto prima di poter combattere.

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