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Il Masali
Modellista
Note e
recensioni
di un
pessimo aeromodellista |
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GALLERY
Foto sul campo
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PROFILE
COMBAT 400
Messerschmitt Me 163
Komet
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Di fianco
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Davanti
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Di sopra
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L'aereo
Primo
e unico intercettore a razzo mai progettato, il Komet è riuscito
addirittura a essere usato dalla Luftwaffe nell'estremo
tentativo di proteggere le città tedesche dai bombardamenti
alleati.
Pur con risultati in verità
scarsini: l'unico stormo equipaggiato dall'aereo razzo abbatté 9
aerei nemici ma i tedeschi persero una quindicina di Me 163.
Nonostante l'avveniristico motore a razzo, l'ala era
completamente in legno, mentre la fusoliera era di metallo. Il
decollo avveniva tramite un carrellino a due ruote fissato sotto
la fusoliera che dopo il decollo veniva sganciato. Per
l'atterraggio, se e quando si riusciva ad atterrare, c'era
un pattino retrattile. Il motore a razzo garantiva una
quindicina di minuti di autonomia, dopo di che si doveva
atterrare in planata; lo stesso meccanismo dello Shuttle, in
sostanza, con la differenza che il Messerschmitt in planata
diventava un facile bersaglio dei caccia di scorta dei
bombardieri.
Oltre ai caccia, a uccidere
un sacco di piloti furono le bizze del motore e del
pericolosissimo carburante, a due componenti: il T-stoff
(perossido di idrogeno e acqua) e il C-stoff (idrato di
idrazina, alcool metilico e acqua) che aveva la cattiva
abitudine di esplodere senza preavviso. E anche di intossicare i
piloti, incidete che successe più di una volta.
La velocità per l'epoca
era favolosa, sfiorava i mille chilometri all'ora. Il che non
era d'aiuto quando si doveva abbattere i bombardieri alleati,
visto che il pilota poteva contare su una manciata di secondi
scarsi per prendere la mira e sparare.
Il modello
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Apertura
alare: 80 cm
Peso in ordine di volo:
360 grammi
Motore: Speed 400
6V
Riduttore:
Elica: 6x3 Graupner
ripieghevole
Batterie: LiPoly
1500 mAh, 2s1p
ESC: 18 ampére
Servi:2x Hitec
Hs-55 (elevoni) |
Come la stragrande
maggioranza dei modellisti che si sono cimentati nella
costruzione del Komet, anch'io ho sfruttato l'elichetta sul
naso, che l'aereo vero usava per far funzionare il generatore di
bordo; naturalmente, aumentandone di molto il diametro. Per il
resto, la fusoliera è scolpita da un sandwich di styroprene da
4 cm per la parte centrale e 3 cm per le guance, lavorata a
freddo con coltellino e cartavetro. L'ala è come al solito
depron da 3 mm ripiegata su un longherone sempre di depron, ma
sandwich di due listelli da 6 mm. Il timone di direzione è
depron da 6 mm.
Avendolo finito proprio il 27
gennaio, giornata della memoria, non me la sono sentita di
metterci le svastiche. Così con un clamoroso falso storico gli
ho dato un'improbabile livrea giapponese. La coscienza politica
è salva, la coscienziosità dello storico un po' meno.
In volo
Picchiato oltremisura,
sfasciato al collaudo.
In combattimento
Distrutto prima di poter
combattere.
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