I progressi della propulsione elettrica stanno rendendo possibili applicazioni impensabili fino a ieri. Per esempio, le micro ventole intubate, piccolissimi “jet” che pesano meno di mezzo chilo e hanno prestazioni entusiasmanti, grazie a motori da 50 mila giri al minuto. I modelli di questa categoria stanno rapidamente diventando di moda, e l’industria risponde con kit per tutti i gusti e tutte le tasche. Tra questi, l’Illusion di Kyosho è un esempio estremo: probabilmente il più piccolo kit Arf disponibile sul mercato. E dove molti competitor propongono, per i jet di taglia extra small, ali e fusoliere in depron o polistirolo, Kyosho risponde con un modello con fusoliera in fibra di vetro mentre le ali e gli impennaggi sono a struttura tradizionale di balsa ricoperta in termoretraibile. Il risultato è un modello compatto 60 cm di apertura alare e , elegante ed estremamente robusto (per favore, non chiedetemi come faccio a sapere che è robusto), del peso dichiarato di 300 grammi – anche se il mio modello alla prova della bilancia risultava sovrappeso, fermando la lancetta della bilancia a 350 grammi; e questo anche perché al posto della batteria consigliata da 700 mAh ne ho messa una da 900 mAh.
Il propulsore
Il gruppo ventola-motore-statore è già montato, e praticamente sigillato; se mai si dovesse sostituire il motore, sarebbero dolori. Ma non c’è ragione di cambiare il propulsore brushless di serie; a parte che non sarebbe facile trovarne uno così piccolo e potente, alla prova dei fatti il propulsore si rivela un compromesso azzeccato per l’Illusion. Altra stranezza, c’è una notevole luce, un paio di millimetri almeno, tra le pale della ventola e il tubo che la contiene; il che, secondo la teoria delle ventole intubate, non è una buona cosa. Specialmente se consideriamo che l’Illusion non ha un vero e proprio tubo di inlet, ma una grande apertura ventrale dalla quale succhia l’aria. Manca persino il classico labbro che guida il flusso d’aria in ingresso nelle configurazioni prive di inlet, e anche questo, sempre in teoria, dovrebbe abbassare il rendimento. Tutto ciò, lo ammetto, mi ha reso alquanto prevenuto, quindi prima ancora di montare il modello ho voluto mettere alla prova il propulsore, convinto che sarebbe stato una mezza delusione.
Purtroppo, Kyosho è molto avara di informazioni circa il brushless che fa girare la ventola; si intuisce che è di 12 mm di diametro, di tipo inrunner e 4500 kv (giri per volt) suppergiù, dati paragonabili a quelli del Feigao 12S; sui forum internazionali, molti scommettono che questo potrebbe in effetti essere il propulsore scelto da Kyosho. Chissà.
Costruzione
Fusoliera Un piccolo capolavoro: fibra gelcottata, con pochi ma sapienti rinforzi in carbonio nei punti strategici. Sulla coda non si può non notare la grande bocca della presa d'aria, caratteristica del piccolo Kyosho.
Contrariamente alla leggenda che gira nei forum e vuole che vuole l'Illusion sia angusto, in fusoliera c'è tutto lo spazio che serve per elettronica e batterie. Per terminare la fusoliera basta assemblare la piattaforma removibile che terrà la batteria. Poi si inserisce il supporto del servo del profondità in compensato et voilà, è bell'e fatta. Completa la fusoliera una cappottina trasparente stampata, da fissare con le viti secondo la miglior tradizione Kyosho.
Ala
Sotto l'ala ci sono anche i buchi dove infilare le dita per lanciare il modello; volendo possono essere ricoperti, il modello si lancia agevolmente anche senza. Per montarla è sufficiente installare il servo degli alettoni e incollare le winglet, che contribuiscono decisamente alle doti di volo del modello.
Impennaggi
Montaggio del propulsore Questa è l’unica parte dell’assemblaggio che richiede un po’ di pazienza e di fatica. Incollato il tubo di outlet (in tre pezzi), bisogna inserire il gruppo propulsore nella coda del modello, facendolo passare attraverso la presa d’aria ventrale. Mica facile, specialmente a causa della fascetta di Epp che deve essere arrotolata sul propulsore per smorzare le vibrazioni, ma fa di tutto per scivolare via mentre si cerca di infilare la ventola al suo post.. Una volta che finalmente la si sarà posizionata correttamente, sarà così incastrata che non si muoverà più. Ma per sicurezza, va comunque bloccata con una vite autofilettante fornita nel kit.
Volo E finalmente viene il momento della verità. Come si comporterà l’Illusion in aria? Ora che siamo al dunque, le dimensioni non mi paiono granché tranquillizzanti. Non è che sarà un mostriciattolo indomabile? Il rapporto spinta/potenza è di circa 0.7, più di tanti jet veri. Non è che in un attimo sparirà alla vista, piccolo com’è? Per il collaudo chiedo a un amico di aiutarmi nel lancio (grazie Donato). Spalanco il gas al 100%, godendomi lo strillo acutissimo della ventola, che già di per sé è uno spettacolo: sembra l’urlo una turbina a cherosene. Donato lo lancia con una spinta decisa e l’Illusion schizza in aria con un rateo di salita di circa 45 gradi. È dannatamente veloce, e le piccole dimensioni lo fan sembrare ancora più fulmine di quello che è già di suo. Imposto la virata, e quello quasi mi fa un tonneaux: colpa mia, non avevo dato retta al manuale e ho lasciato le escursioni al massimo, senza neppure una goccia di esponenziale. Peggio per me, ora devo domarlo così com’è. Porto il gas a un terzo per un paio di passaggi di familiarizzazione, e le cose migliorano; il modello vola benissimo con la manetta a un terzo e anche meno. Ci ho preso la mano, anche se sarà meglio ridurre drasticamente la corsa degli alettoni. Per sicurezza decido di atterrare, e l’Illusion mi regala una nuova sorpresa. A motore spento, plana come un veleggiatore. Devo fare addirittura un secondo giro di pista, sempre a motore spento, per poter atterrare. Il contatto col terreno è una formalità, giusto un’idea di cabra per frenare e l’Illusion atterra dritto come una spada. Imposto dual rate ed esponenziali, una batteria fresca e via per il secondo tentativo. Ora va molto meglio. Disegno un paio di looping di grandi dimensioni, poi qualche passaggio basso sulla pista a beneficio del fotografo (Angela, mia moglie; sue sono le foto di questo articolo, e vi assicuro che fotografare un modello così piccolo e veloce non è per niente facile). I passaggi rasoterra mi fanno apprezzare la caratteristica tipica dei jet di essere praticamente immuni dalla coppia di reazione, così ci si può sbizzarrire in violente smotorate a bassissima quota, che sarebbero poco igieniche con un modello a elica. Poco dopo, apprezzo molto meno un’altra caratteristica propria dei jet, quando durante un looping malriuscito (colpa dei pollici) perdo il controllo longitudinale del modello; uno stallo ad alta velocità, causato anche dal fatto che le superfici di controllo non sono lambite dal flusso dell’elica. Altra bella sorpresa, dato un mezzo giro di vite l’Illusion si riprende da solo. Per fortuna. Poi provo il volo rovescio. Guarda mamma senza mani… Ooopps! Il modello l’ho salvato solo perché ero alto. Inaspettatamente, l’Illusion ha bisogno di una quantità notevole di picchia per volare capovolto, l’escursione ridotta non basta e devo mettere il dual rate alto per riprovarci (da quota stratosferica). Mi viene un’illuminazione, e provo il volo rovescio a motore spento. Ora bisogna ancora sostenerlo, ma molto meno. Il fenomeno potrebbe dipendere dalla presa d’aria ventrale, che per aspirazione potrebbe tendere ad abbassare il muso nel volo rovescio. Avendo un rapporto spinta/potenza inferiore a 1, l’Illusion non può fare salite verticali illimitate, ma salite in candela belle lunghe sì: anche senza affondare per prendere velocità, puntando il naso dritto al cielo a partire dal volo livellato si riescono a fare almeno tre tonneaux prima che la gravità reclami indietro il modellino. In conclusione, una volta che lo si comincia a conoscere l’Illusion si rivela un modello dal comportamento prevedibile, molto stabile, con uno stallo ragionevolmente dolce e dà il meglio di sé nel volo teso tipico dei jet e nell’acrobazia che si può fare senza direzionale. Non è un modello adatto ai principianti, e non bisogna mai perderlo d’occhio; nonostante la colorazione contrastante, è così piccolo che pretende sempre la piena attenzione del suo pilota. A proposito di velocità... Sui forum internazionali si legge di modellisti che, sfruttando l’effetto Doppler, sono riusciti a misurare la velocità di punta dell’Illusion. Secondo alcuni si aggirerebbe attorno alle 85 miglia all’ora (circa 140 km/h). Ritengo che queste misure o si riferiscono a modelli modificati, oppure risentono dell’entusiasmo del proprietario; con un carico alare attorno ai 35 g/dmq e 240-270 grammi di spinta statica, l’Illusion in volo livellato difficilmente filerà a velocità proibite dal codice della strada. Secondo me è più realistica la velocità dichiarata da Kyosho, 70 mph, che sono sempre più di 110 km/h. Se consideriamo la velocità di scala, è un valore più che sufficiente per garantire delle belle scariche di adrenalina. Con le batterie da 900 mAh non è difficile volare per dieci minuti, dosando il gas; tanto non si riesce a volare sempre a manetta, non fosse altro che per tirare il fiato. Visto che il modellismo è sperimentazione, nei forum si legge di qualcuno che ha provato ad aumentare le già notevoli prestazioni usando pacchi a quattro celle. Da che mi risulta, tutti i tentativi hanno causato la distruzione più o meno immediata del motore, oltre a superare i limiti di sicurezza della ventola che regge al massimo 50 mila giri al minuto.
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