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Il Masali
Modellista
Note e
recensioni
di un
pessimo aeromodellista |
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GALLERY
Foto sul campo
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Ww1 Aircombat
Hansa Brandenburg CC
 
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Flottaggio
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Decollo
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In volo
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Corto finale
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L'aereo

Idrovolante monoposto armato
in forza nella Imperiale e Regia marina austroungarica.
Nato nel 1916 dalla matita di Ernst Heinkel, aveva i
caratteristici montanti alari "a ragno" già sperimentati
sull'instabile idrovolante a scarponi Hansa Brandenburg D-I.
Il motore Benz Bz.2 da 150 cavalli gli dava un'autonomia di tre
ore e mezza per una velocità massima di 175 km/h, adeguata per i
compiti di difesa costiera dell'Adriatico, specie contro le
incursioni dei Nieuport italiani. Ne furono costruiti in
tutto 135 esemplari.
Il modello
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Apertura
alare: 116 cm ala superiore,
100 cm. inferiore
Peso in ordine di volo:
1200 grammi
Motore: Hacker A20M
Riduttore:
Elica: 10x4,7
Batterie: LiPoly
2000 mAh, 3s1p
ESC: 18 ampére
Servi:2x Hitec
Hs-55 (alettoni)
2x Hitec Hs81MG (timone e profondità) |
Quando si è cominciato a
parlare di Combat ww1, aircombat con le riproduzioni di aerei
della Grande Guerra, ho pensato subito due cose. Primo, che
volevo assolutamente provarci.
E secondo, che avrei fatto un biplano idrovolante a scafo
centrale, così se la categoria non fosse decollata avrei avuto
un bell'idro per volarci sul lago di Como.
La scelta è caduta sul piccolo idro austriaco per due ragioni:
la più importante è che è l'unico
idrocaccia della Grande Guerra che possa essere riprodotto
facilmente in scala 1:8, quella obbligatoria per la categoria,
visto che l'apertura alare era contenuta in 9.30 metri, mentre i
bellissimi idrovolanti Macchi hanno delle sberle di ali di oltre
13 metri. L'altra ragione è che il Brandenburg è stato usato
anche come anfibio, e ciò mi mette al riparo da letture troppo
restrittive del regolamento di gara.
Volendolo usare veramente come idro, ho posto particolare
attenzione all'impermeabilizzazione della macchina. Di
conseguenza lo scafo è in balsa, verniciato dentro e fuori con
due mani di turapori alla nitro e ricoperta in Monokote.
L'ala è ricavata da un foglio
di depron piegato, per semplicità e per poterla rifare in fretta
nel non improbabile caso si un incidente in combattimento. La
tiranteria e il supporto del motore sono in tubi e tondini di
carbonio. Le parti mobili dei timoni di direzione e profondità
sono in depron.
Non è escluso che gli faccia
una coppia di ali centinate in balsa con integrato un motore Os
da 2,5 cc, per passare in un attimo da modello elettrico a glow.
In questo caso sarà necessario rifare le parti mobili in
struttura di legno e monokote, oltre a proteggere le
decals contro la miscela.
In volo
La messa a punto è stata
piuttosto laboriosa, specialmente per trovare un disassamento
accettabile del motore. La perfezione non si è raggiunta, ma un
buon compromesso è stato quello di miscelare gas e timone di
direzione. Il modello vola comunque molto bene, stabile e
tranquillo. Lo stallo è molto dolce, e il basso carico alare
consente atterraggi morbidi appoggiando delicatamente lo scafo
sull'erba o sull'acqua. Il volo è lento e maestoso, la macchina
si sostiene tranquillamente a meno di metà gas. Per fare il
looping basta prendere un pizzico di velocità con un'affondata.
Il volo rovescio è critico ma possibile, bisogna sostenere l'idro
a pieno motore per compensare la perdita di quota. Il tonneaux è
impossibile per la scarsa autorità degli alettoni, tant'è vero
che per avere buona manovrabilità in virata è utile usare una
miscelazione al 50% col direzionale.
Il decollo è facilissimo
sull'acqua, grazie alle ottime doti nautiche dell'idrovolante.
Un po' meno sulla terraferma, dove tende a impuntarsi di muso se
non si dà tutto cabra nei primi metri della corsa, poi presa
velocità il decollo diventa una formalità.
In combattimento
Nonostante la
velocità ridotta, la macchina non ha per nulla sfigurato in un
duello di prova col Fokker di Roberto Boffelli, modello
estremamente veloce e manovrabile, anche se poco in scala.
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